201507.28
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Risarcimento danni – violazione diritto di visita del genitore – Prescrizione

Il Tribunale di Campobasso ha accolto la domanda proposta dall’Avv. Cennamo, ed ha condannato il convenuto al risarcimento del danno subito dalla sua ex moglie per aver impedito alla stessa di esercitare il diritto di visita del figlio, in violazione del provvedimento derivante dal giudizio di separazione dei coniugi.

L’ex coniuge, per gli stessi motivi, era già stato condannato in sede penale per il reato di cui all’art. 388, co. 2° c.p.c. La sentenza conteneva, inoltre, la condanna generica al risarcimento del danno subito dall’ex coniuge che, in quella sede, si costituì parte civile.

La particolarità del caso affrontato dal Tribunale è consistita nel valutare l’eccezione di prescrizione ex art. 2947, co. 4° c.c. sollevata dal convenuto. Secondo quest’ultimo, al caso di specie andava applicata la prescrizione breve di 5 anni poiché era intervenuta una sentenza irrevocabile di condanna nel giudizio penale.

Il Giudice, di contro, in accoglimento della tesi dell’Avv. Cennamo, ha rigettato l’eccezione di prescrizione, affermando che nel caso in cui un giudizio penale si sia concluso con una sentenza “contenente anche la condanna generica al risarcimento dei danni in favore del danneggiato costituti tosi parte civile, la successiva azione volta alla quantificazione del danno rimane soggetta al termine decennale di prescrizione ex art. 2953 c.c. con decorrenza dalla data in cui la sentenza di condanna sia divenuta irrevocabile e non al termine di prescrizione di cui all’art. 2947, co. 3 c.c.”.

Da ciò deriva che, premesso che il danneggiato si sia costituito parte civile nel procedimento penale, il diritto al risarcimento del danno nascerà dalla sentenza penale di condanna, alla quale si applicherà la prescrizione decennale della actio iudicati e non quella inferiore.